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LA PAGLIACCIATA DEL SI O DEL NO ALL’AUTONOMIA

Su certi problemi la memoria è veramente corta. Quando si cominciò sempre di più a parlare di Europa unita ovviamente si discusse di che fine avrebbero fatto gli Stati nel momento in cui l’Europa avrebbe avuto sempre più autorità di decisione. E subito si disse che ci sarebbe stato un decentramento reale nelle così dette macro regioni. Che le regioni siano macro o mini questa era la tendenza che si intravvedeva. Ciò lo Stato avrebbe svolto solo un coordinamento nazionale, quasi tutti i poteri di governo sarebbero passati all’Europa e si sarebbe andati verso la valorizzazione delle realtà locali, che in tutta Europa sono sempre state fortissime. Forse si è esagerato nell’allargare troppo l’Europa, ma ormai è una realtà e non si torna indietro.

 

Che si vada di fatto verso una politica economica europea unica è un dato di fatto. Ormai le varie commissioni europee dettano legge. L’euro è una realtà, piaccia o non piaccia. La BCE pure. Autoeliminata l’Inghilterra, che è sempre stata una zavorra europea, l’Europa ne esce rafforzata e città, come Milano, ne beneficeranno.

Milano raccoglierà i frutti di essere l’unica vera ed efficiente città europea italiana con una grande trasformazione in questi ultimi dieci anni.

 

Anche a livello di semplice cittadino si percepisce che siamo in una Comunità unica. Da alcuni mesi telefonando con il cellulare in tutta Europa si paga la tariffa del proprio Paese. Non c’è più da pagare nessun extra. Possiamo parlare con tutti.

C’è poi un grosso scambio di studenti tra i vari Paesi europei. L’Italia resta indietro perché l’Università italiana è ancora un casino. Non c’è una seria selezione e tutte le Università sono formalmente allo stesso livello. La frequenza spesso non è obbligatoria e le baronie truffaldine imperano. E gli studenti che escono dalle Università italiane del Centro Nord sono ottimi, anche se molto spesso sono fai da te, cioè sono stati poco supportati. Ma le spinte europee costringeranno a breve a cambiare, perché altrimenti gli italiani andranno a studiare all’estero.

 

Insomma il decentramento e quindi il formarsi di regioni e macro regioni autonome è nel processo di formazione europea per superare gli Stati. Certo che la classe politica più che indire costosi referendum dovrebbe dimostrarsi capace di governare questo processo e di qualificarsi con la  capacità di gestione della realtà locale. Se guardiamo il Veneto abbiamo il verificarsi di situazioni incredibili:

  • lo scandalo del Mose, un’opera con un miliardo di tangenti su sei di spesa prevista. E non si sa se sia tecnicamente valida, perché tutto è stato pagato ed intrallazzato per farla in quel modo, ed non si conoscono inoltre quali costi di gestione avrà.
  • Il fallimento della Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che ha azzerato l’unica realtà consistente del Veneto nel credito, con responsabilità precise e assenza di controllo da parte della politica e delle associazioni imprenditoriali.
  • La storia della Pedemontana, un’autostrada iniziata quasi in segreto e senza la copertura finanziaria e con evidenti problematiche di impatto ambientale. Quando finirà forse vedremo un altro scandalo. La viabilità andava affrontata con una efficace rete metropolitana regionale, come in altri Paesi, e rimodernando le strade esistenti.

 

Quindi, come dell’Europa non si può fare a meno, così è impensabile non decentrare valorizzando le autonomie locali. Il problema è se gli Stati sono disponibili a quasi sparire. Sarà dura.

 

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

DISTRUZIONE O RILANCIO COMMERCIALE A BASSANO?

Amazon sta distruggendo il commercio nelle piccole cittadine americane. Ormai sono piene di piccoli negozi abbandonati soprattutto nell’elettronica di consumo e nelle librerie. Lo abbiamo visto quest’estate andando da Chicago in Quebec con la macchina. Che tristezza!
E poi siete mai entrati in un Walmart, il colosso mondiale della grande distribuzione? Sembra di entrare nel peggior discount. Merce accatastata, confezioni max di prodotti in offerta….quello che conta e’ appunto il prezzo stracciato.
Per fortuna noi italiani siamo piu’ lenti ed abbiamo dei cromosomi sociali e culturali diversi. Quel modo di acquistare non ci appartiene.
Ma dobbiamo​ stare attenti. Giganteschi colossi economici stanno distruggendo il nostro modo di vivere. Non e’ che dobbiamo stare fermi, ma evolverci con i nostri parametri culturali. Non possiamo diventare dei consumatori paragonabili ad un anonimo allevamento di bestiame.

Bassano si e’ commercialmente trasformata. Ormai il vero asse commerciale con una offerta completa e’ la strada Bassano-Rosa’. Il centro storico e’ diventato meno importante negli acquisti. Una difesa “statica” non serve, occorre una alternativa commerciale che lo rilanci in pieno.  Infatti in realtà si trova di tutto, escluse due presenze commerciali importanti: l’elettronica di consumo ed il supermercato alimentare.
Perché non ripensare in chiave commerciale la molto bella Bassano centro storico? Ci sarebbe anche lo spazio. Basterebbe ristrutturare l’area ex Ospedale. Sotto terra un grande garage e sopra il supermercato, con una offerta di prodotti medio-alta, favorendo le specialità locali, un tipo Eataly, per intenderci.
Occorre avere il coraggio di offrire un vantaggio competitivo diverso in termini di offerta commerciale completa, quindi fare nuova concorrenza.
Cosi’ va il mondo, ma per fortuna non siamo in America dove se una città muore, si va da un’altra parte, perché noi abbiamo un radicamento millenario che ci da’ un vero senso di appartenenza al territorio in cui viviamo.

Osservatorio Economico Sociale di Bassano-Marostica

BRAVO CAMPAGNOLO: IL PONTE E’ GIA’ RESTAURATO!

La scelta di assegnare i lavori ad una azienda tedesca specializzata nei ponti in legno e’ stata azzeccata.
Sono arrivati con le idee chiare e con notevole esperienza. Hanno fissato il Ponte agganciandolo sulle due rive ed utilizzando anche gli sbocchi stradali con una struttura metallica autoportante.
Poi hanno avvolto interamente il Ponte con una struttura pure metallica e reticolare che permette di accedere in ogni suo punto.
In un mese il vecchio Ponte e’ stato smontato completamente. Sono stati esaminati e riprodotti i singoli legni principali e sostituiti con nuovi impregnati di una speciale resina per una migliore conservazione.
Si sono poi ripiantati i pali di sostegno nel fiume e su questi e’ stato ricostruito il Ponte.
Semplice ed efficace. Ad 8 mesi dall’inizio dei lavori tutto e’ quasi finito e pronto per i collaudi finali.
Il Ponte a nuovo e’ veramente spettacolare.
Dicono che i componenti siamo stati mappati per poter attivare una manutenzione continua.
E pare che si sia risparmiato oltre un milione rispetto al previsto.
Avendo scelto una ditta specializzata non ci sono state consulenze particolari. I lavori erano “chiavi in mano”.

Bravi questi tedeschi, cosi’ si lavora! E bravo Campagnolo che ci ha visto giusto.

Osservatorio Economico Sociale di Bassano-Marostica

PAOLO LUNARDI, PRESIDENTE CONFCOMMERCIO, E IL CASO ROBERTO ASTUNI CONDANNATO A 4 ANNI E 6 MESI PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA

Dopo tre mesi dalla vicenda, la esaminiamo con la posizione assunta dal Presidente della Confcommercio Paolo Lunardi.

Quando rilevammo la laurea falsa di Astuni fummo inondati di offese (tutte stampate perché poi sono state cancellate su facebook) tra cui la più gentile era “il mona è campione sulle ricerche”, negando la validità della ricerca sull’inesistente laurea e università. Su Google Map all’indirizzo della stessa c’è la foto di un capannone!

Immediatamente mandammo via e mail una lettera a Lunardi, pubblicata anche su marosticanotizie, in cui rilevavamo che l’atteggiamento oltraggioso e la laurea falsa (lieve reato penale) di Astuni erano incompatibili con il ruolo di Presidente degli Albergatori in base all’art. 4 del Codice Etico della Confcommercio.

Ci saremmo aspettati almeno una risposta. Invece nulla.

Una persona normale comunque un sospetto che qualcosa non andava  avrebbe dovuto averlo, e fare almeno una telefonata era nelle semplici cose.

Noi di fronte alla continua caterva di insulti abbiamo proseguito  le ricerche e scoperto la condanna in 2° grado per bancarotta fraudolenta di Astuni. Per chi non lo sapesse per la bancarotta si può essere sfigati negli affari, ma fraudolenta vuol dire che si è sottratto denaro all’azienda. In parole povere si è rubato.

Ora nell’intervista pubblicata sul Giornale di Vicenza del 4 luglio appare chiaro che Lunardi non conosce (seppur avvertito) o fa finta di ancora non conoscere il Codice Etico.

Giusto che la presunzione di innocenza per bancarotta fraudolenta vale fino al processo in Cassazione, ma Lunardi non dice che la candidatura stessa a Presidente non poteva essere presentata in base appunto al Codice Etico.

Ovviamente Astuni è in pieno delirio e afferma “Io manterrò comunque la mia carica di presidente degli albergatori, sia perché e sono convinto di essere nel giusto sia perché si tratta di una associazione di privati”. E sappiamo poi che di corsa si è dimesso, per non fare un’altra figura di merda.

Ma il problema è, che al di là della Cassazione, Astuni ha commesso un grave reato associativo candidandosi a Presidente quando il codice Etico lo vietava nel modo più assoluto avendo un processo penale prima e poi due livelli di condanna.

Quindi il provvedimento associativo da prendere è che andrebbe espulso dalla Confcommercio. Altro che solo dimissioni da Presidente degli Albergatori.

Lunardi sveglia! Lei non è Presidente della Compagnia della Briscola!

Osservatorio Economico Sociale di Marostica e Bassano

VIAGGIARE E VIVERE

di Delfino, in bici per l’Italia

In barba ai sapientoni che vivono di telenovele dico “Viaggiate”. Serata a cena con culture diverse, un litrozzo di vino ed altro con piatti di orecchiette alla cima di rima e gnochetti ai frutti di mare. Un po’ brillo ma chi se ne frega. Domani mi attende una tappa in bici passando per Taranto, dove ho ho fatto il militare in marina nel  1972. Poi, punterò a Matera. Si va all’assalto con  baionetta pieghevole. Ossia non facciamo morti e niente feriti.

ANDREA CUNICO CHIUDE LA SOCIETA’ DI MARKETING ADACMASTER

 

Ci telefona un legale per chiederci informazioni. Nella ampia discussione emerge che in data 15/09/2016 la società Adacmaster di Andrea Cunico è stata cancellata dall’elenco delle imprese della Camera di Commercio di Vicenza. Verifichiamo ed è vero.

Ma non era la società di “marketing”di Cunico? E come mai il suo sito è ancora attivo?

Ora ci troviamo nella situazione che uno dei principali promotori del “marketing strategico” per il turismo nel Bassanese chiude la società che dovrebbe essere il simbolo del suo successo nel marketing.

Abbiamo definito che il programma di Territori del Brenta è fumo in “politichese”. La cosa incredibile è che a Bassano c’è già un modello di business da imitare. E’ quello collaudato da Opera Estate: promotore dell’iniziativa il Comune di Bassano al quale successivamente si aggregano i Comuni del circondario interessati alla manifestazione.

Ma ormai l’orientamento dell’Associazione Territori del Brenta è quello delle querele “bufale”, come dicono i nostri legali, con chi propone soluzioni diverse. Tipo di querele di cui l’Italia purtroppo abbonda, disonorando l’art.21 della Costituzione Italiana sulla libertà di espressione e con il solo scopo di intimidire e far tacere.

Noi comunque siamo disponibili ad organizzare per loro una settimana di “Orientamento al Marketing”, come abbiamo già fatto nel 1989 all’Avana (Cuba) per gli operatori locali che uscivano dal micidiale marketing “sovietico” del Comecon.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

SVIZZERA IN MEZZO ALL’OCEANO A 44 EURO AL GIORNO: AZZORRE

 

cof

Le Azzorre (9 isole) sono una vera sorpresa. Sembra di essere in Svizzera col mare. Sono isole colonizzate nel primi anni del 1400, prima punto di transito per i viaggi in America e per la caccia alle balene e poi nei primi del 1900 base per le compagnie telefoniche per il rilancio del segnale telegrafico/telefonico tra l’Europa e l’America. Hanno conosciuto una crisi nel 1957 con il terremoto e circa il 30% abitanti se ne è andato in USA grazie al visto di favore a loro concesso. Sono autonome dal punto di vista agricolo e ovviamente per il freschissimo e ottimo pesce. La cucina è molto buona e a buon prezzo. Non ci sono villaggi turistici e quindi la maggior parte dei turisti viene per scoprire i sentieri spesso in mezzo alle piante in fiore e a godersi l’ambiente, ospitata negli alberghi di piccole dimensioni o nelle case. Per il nostro gruppo l’isola più bella è stata Sao Jorge.

Il gruppo è stato omogeneo (solo 2 avevano viaggiato prima con Avventure nel Mondo) ed è rimasto entusiasta. 8 su 12 hanno anche fatto l’ascensione sul vulcano Pico a 2.351 metri.

Al giorno in mezza pensione, visitando le 4 isole centrali, abbiamo speso 44 euro a testa con sempre cene di pesce e vino locale. Un caffè costa ancora 60 centesimi.

Unico problema…l’acqua un po’ frescolina quando si fa il bagno e attenzione ai traghetti di collegamento che spesso non hanno una frequenza giornaliera.

Si arriva con la compagnia aerea portoghese via Lisbona.

Aneddoti di un Viaggiatore

BOCCIATI IN MARKETING, QUELLI DEI TERRITORI DEL BRENTA QUERELANO!

Potrei essere chiamato come perito del Tribunale nelle cause di marketing.

Ho cominciato a studiare marketing nel 1974 al Master Cuoa, poi nel 1981 ho conseguito il Diploma in Organizzazione Aziendale ad Ingegneria a Padova. Dal 1982 lo pratico a tempo pieno dopo una utile parentesi nel Controllo di Gestione, per cui sono anche Revisore Contabile.

Dirigente d’Azienda commerciale ho pubblicato un libro al riguardo ed ho insegnato 7 anni all’Università di Udine Comunicazione, Marketing e Strategia dei Media laureando ben 55 studenti sul tema.

Andrea Cunico, Roberto Astuni e Massimo Vallotto mi hanno querelato, con altri gruppi FB che hanno riportato le notizie, perché ho analizzato, commentato ed affermato che la strategia di marketing dei Territori del Brenta (compreso il nome stesso) è completamente errata e ridicola (“una cagata pazzesca”), seguendo i noti schemi classici della cultura del marketing.

E’ solo una politica di mobilitazione degli allocchi ed uno scarica barile senza la costruzione di un reale progetto.

Il “trio” sa raccontare tanto fumo irreale e le lo fa con estrema arroganza credendo di essere l’unico detentore della verità. “ O li veneri o trattano la gente da ritardati mentali come minimo”.

Sono solo come degli studenti bocciati dal loro professore e la loro querela fa solo sorridere.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica e Bassano

 

LA QUESTIONE MIGRANTI ED IL CASO PEDON

Ci siamo veramente rotti le palle sulla questione dei migranti.
E citiamo subito il caso Pedon, un’azienda locale ben nota nel settore dei legumi.
Pedon ha una filiale a Nazareth in Etiopia. Li’ vengono prodotti e trattati un tipo particolare di fagioli che poi vengono esportati in tutto il mondo.
Per produrli Pedon ha fatto un accordo con gli agricoltori locali, piccoli proprietari.
Ma non solo. Lavorano nell’azienda circa 300 donne che hanno anche la possibilità di lasciare i propri figli nella scuola gratuita di Pedon.
Ora chiedetevi se per queste donne c’è la minima possibilità che scappino in Italia per magari finire a prostituirsi. Ma li’ hanno un lavoro, l’istruzione per i figli e possono vivere serenamente in un ambiente spettacolare dal punto di vista paesaggistico. Sono felici.

Del viaggio in Etiopia ho un altro ricordo. Il pulmino si ferma per le foto e dall’alto della montagna vediamo un bimbo, guardiano di alcune mucche, correre a rotta di collo giù dalla scarpata verso di noi. E’ vestito con una straccio addosso e, arrivato, con uno splendido sorriso ci chiede una bottiglia di acqua minerale vuota per avere la sua borraccia.
Noi europei viviamo invece in una dimensione che sfiora lo spreco, per non parlare degli Stati Uniti.

Tornando ai migranti. Siamo cittadini del mondo e le persone che si sentono in pericolo scappano dal loro Paese. E’ logico: nessuno vuol morire sotto le bombe, tra l’altro di fabbricazione europea, americana o russa.
Poi ci sono tutte le situazioni che sui migranti hanno creato business. Una situazione vergognosa.
Ma la strada e’ quella indicata da Pedon con ovviamente Paesi stabilizzati politicamente, pensando che non possiamo esportare la “nostra” democrazia in luoghi che hanno ancora le tribù (o le etnie) e gli accordi politici vengono fatti tra capi tribù.

Noi per arrivare alla “nostra” democrazia ci abbiamo messo secoli ed ora ci arroghiamo il diritto di imporla con le bombe.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica e Bassano del Grappa

TICH HA PAURA DELLE QUERELE: INFORMAZIONE CENSURATA

Tich e’ un bravo giornalista di www.bassanonet.it perché cerca di dare una spiegazione ai fatti. Non solo quindi la semplice cronaca.
E’ anche arguto, divertente: un giornalista da salotto.
Pero’ e’ attento a completare le informazioni con nome e cognome. Per cui certi articoli diventano abbastanza ermetici e fumosi. Dice e non dice. Insomma noi lamentiamo l’incompletezza dell’informazione
E abbiamo capito perché. Ha paura delle minacce di querele.
Prendiamo l’ultimo articolo su i Territori del Brenta e relativo Marchio di Area. Giustamente Tich lo titola Marchio d’Aria. Ne suggeriamo la lettura su appunto www.bassanonet.it.
Tanti soldi spesi ed iniziative scoordinate sul territorio. Ed e’ ancora tutto fermo. C’è solo stata una promozione per una necessita’ di aggregazione territoriale per il turismo. Ma questa necessita’ la sanno anche i sassi.
Perché’? Noi avevamo scritto subito in partenza che occorreva un responsabile di progetto con competenze di marketing. Invece tutto e’ stato pilotato da Astuni, Cunico (padre dell’assessore) e Vallotto, che di competenze di marketing non ne hanno alcuna. Con Astuni sappiamo come e’ finita, Cunico sta zitto, mentre Vallotto si e’ dimesso e continua invece a minacciare querele su fb.
Ecco perché Tich non approfondisce la responsabilità dello zero in promozione turistica per il bassanese o chi c’è dietro l’associazione Territori del Brenta e con quali interessi personali o come sono stati spesi i soldi della Regione Veneto.
In un anno eccezionale per il turismo in Italia si e’ persa una grande occasione per il Bassanese.
E’ ora che i Comuni capofila del Bassanese, Bassano e Marostica, intervengano direttamente in modo professionale senza fantomatiche ed incapaci associazioni di pseudo volontari.

Osservatorio Economico Sociale di Bassano – Marostica

LO SCANDALO DELLA VAL DI BOTTE. SINDACO FUORI LEGGE

Il caso dello sfregio alla testimonianza scaligera in Val di Botte va ricondotto a cio’ che e’ affermato dalla vigente normativa.

Il sentiero della Valdibotte è riprodotto da secoli sulle mappe specifiche (in particolare: la Mappa d’avviso napoleonica, 1809; il Catasto Austriaco, 1830-50; il Catasto Italiano, 1937). Esso costituisce la via più breve per accedere dal Borgo al Castello Superiore (sommità del Pausolino) da una parte, ai resti delle fortificazioni medievali della Grotta o Monte della Croce) dall’altra. Di più, la parte iniziale (“fino alle case”) è compresa e definita nelle vie dello stradario di Marostica, come è attestato dalla deliberazione 21 marzo 1931 del podestà Giuseppe Pianezzola e dalla deliberazione 12 marzo 1951 del Consiglio Comunale di Marostica (sindaco Giovanni Volpato).
Il terreno frapposto fra il suddetto sentiero  e le mura, pur essendo di proprietà privata, è sottoposto ad una particolare normativa, che va ben oltre il normale piano regolatore, poiché definita con una legge particolare, formulata appositamente per il centro storico di Marostica: il Decreto Soragni, apparso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 6 marzo 2012.

Il Decreto – che fa seguito ad altrettanti specifici per la nostra Città: Grippo, 1915; Moro-Scaglia, 1959; Spadolini, 1975 – identifica come area assolutamente vincolata la superficie racchiusa entro le mura ed una zona di rispetto esterna e adiacente alla cinta perimetrata dalle vie 4 Novembre, Rimembranza, Cangrande della Scala, Cansignorio della Scala, Val di Botte, Prospero Alpini, Pizzamano, Stazione.
Al punto C) aree e spazi non edificati recita testualmente: “Sulle aree sugli spazi non edificati … sono vietate modifiche o alterazioni della morfologia del terreno, effettuate mediante scavi, sbancamenti, livellamenti, riporti o modellazioni altimetriche”.

Ne discende che nemmeno il sindaco può concedere autorizzazioni difformi.

Comunque a Marostica, o si riesce a trovare comunità nel rispetto della legge, oppure, accettando la posizione privata evidenziata nel caso Val di Botte (con i suoi corollari, quali l’impedimento al passaggio delle persone) si cade nell’anarchia, lontani eredi del consigliere comunale concittadino Giovanni Cecchin, il quale, nel 1910, affermava: “Le torri e le mura ricordano la nefasta tirannide di barbari tempi. Poco importa che spariscano”.

E buttiamo nel cesso la nostra millenaria storia.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica- Bassano